| Cosa sono le Costellazioni Familiari di B.Hellinger |
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![]() I nonni Tra i componenti di ogni famiglia ci sono dei legami d’amore, al di là di contrasti e conflitti visibili. Ma noi abbiamo l’impressione che i legami a cui diamo valore e importanza cosciente siano gli unici che agiscono su di noi. In realtà, ad un livello più profondo della comune coscienza, noi siamo collegati con tutti quelli che fanno parte della famiglia da varie generazioni, vivi e morti. In una costellazione può affiorare, infatti, un nostro legame con persone che non abbiamo mai conosciuto direttamente, o di cui non abbiamo mai sentito parlare, o persone che la famiglia vuole dimenticare. Le Costellazioni sistemiche, secondo il metodo di Bert Hellinger, sono un modo di “mettere in scena” la famiglia - attuale o di origine - o un’azienda, una eredità contestata o un sintomo : lì si mostra qualcosa. Infatti i rappresentanti scelti tra i partecipanti, in uno stato adeguato di raccoglimento, cominciano a percepire il campo cosciente, ovvero il campo energetico che agisce all’interno di quel sistema, familiare o non. Essi, cioè, hanno accesso ai sentimenti e talvolta ai sintomi fisici delle persone di cui prendono il posto nella Costellazione. Il facilitatore fa pronunciare delle frasi che rivelano tali legami e sono mirate ad innescare un cambiamento di immagini interiori : questo provoca immediatamente forti emozioni, che si esprimono in movimenti che anticipano il cambiamento di cui abbiamo bisogno man mano che ci dis-identifichiamo e ci diamo il permesso di cominciare a vivere la “nostra vita”, avendo uno sguardo rispettoso verso tutti quelli che l’hanno resa possibile. L’evoluzione più recente del pensiero di Bert Hellinger viene racchiusa nella denominazione di “Hellinger Sciencia” e il metodo che viene usato e insegnato recentemente alla Hellingerschule va sotto il nome di Costellazioni Spirituali. Il nucleo di questa evoluzione è frutto di ciò che si osserva nelle rappresentazioni : da ciò che emerge si deve riconoscere che nelle relazioni umane, al di là della coscienza personale che obbedisce al bisogno primario di "appartenenza" e ci lega alla nostra famiglia ma in particolar modo ai nostri genitori, della coscienza collettiva che agisce secondo precisi ordini dell’amore e che include solo chi per nascita o per legami di destini appartiene a quella famiglia, a quella patria, religione,nazione, azienda...che esclude chi appartiene ad un’altra collettività e giustifica la guerra come autorizzazione ad uccidere chi non ne fa parte, al di là di tutto questo si manifesta un livello più profondo, un livello che non esclude nessuno, il livello dello spirito , dove agiscono altri ordini, gli ordini dell’amore in movimento rivolto verso l’inclusione e la riconciliazione di tutti e tutto. In questi casi ciò si mostra da sé, con minimi interventi del costellatore. A questo livello l’arte consiste nel riconoscere le connessioni, senza interpretarle. Non è necessario usare simboli, cerimoniali, rituali. I rappresentanti parlano poco, agiscono, prevalentemente in un’atmosfera in cui tutti, rappresentanti e costellatore, si percepiscono in uno spazio così forte energeticamente e spiritualmente che non possono che fare quello che fanno. I rappresentanti si sentono come “presi”, presi al servizio di tale movimento di pacificazione: qualcosa si muove, un conflitto di scioglie, una contrapposizione diventa superflua. I rappresentanti delle vittime (di assassinii, di stragi, di abusi, di incidenti..) stesi a terra per indicare che sono morti, riferiscono puntualmente di sentirsi in pace, di sentire che lì è avvenuto qualcosa rispetto a cui non si sentono di dover giudicare, qualcosa che non li ha colpiti come persone. Tutto questo è possibile quando i morti , tutti ovvero di tutti gli schieramenti, sono visti e onorati, e noi possiamo lasciarli in pace.
![]() Chi non è visto A questo livello la Vita e la Morte non hanno niente di sostanzialmente diverso, al di là del dolore umano della perdita quando si tratta di morte: ma il dolore deve aver termine se non vuole diventare cieca espiazione in cui qualcun altro dei discendenti rimarrà irretito. Dire sì alla Vita e dire sì alla Morte è riconoscere che nascere o morire è solo come uno spostarci altrove, dovunque sia. Durante le rappresentazioni quando si rappresenta la Morte non c’è nulla di spaventoso. Essa non è un tabù: la morte si mette in scena come la Madre, il Padre, il fratellino morto a due anni di età, o lo zio finito nelle camere a gas dei nazisti, la Vita, i Lavoro, il Danaro, la Casa…. Quindi, chiunque di noi può rappresentare la Morte : non è “terribile” come riferiscono tutti i rappresentanti che ne hanno esperienza, anzi talvolta ciò che è realmente terribile è la vita ad occhi chiusi, è lo sfidare la sorte con incidenti frequenti o interventi mutilanti...”Affrontando la morte, si vede che è benevola, e non maligna”. Di più: mettere in scena la Morte diventa molto spesso un elemento liberatorio: permette di riconoscere ciò che è. A questo livello, ovvero nel reame dello spirito, Destino e Colpa appartengono ad un ordine superiore di fronte al quale la nostra sofferenza e il nostro desiderio di vendetta è piccola cosa, e si dissolve da sé. Con le Costellazioni Spirituali ci si trova in un ambito “ in cui spazio e tempo non esistono più e in cui il passato, il presente e il futuro si incontrano nello stesso punto “. Ovvero dove è conservato tutto, ciò che è e ciò che sarà. E’ facile intuire che un'esperienza del genere non è un metodo che si applica, è qualcosa che può darsi, senza meriti e senza l’intenzione di chi conduce la costellazione. In casi simili Hellinger domanda : Si conduce? o si è condotti ? ... E mostra qual è il percorso che permette al costellatore di cogliere questo livello : lui lo chiama viaggio interiore, un viaggio col quale “si mette in ordine qualcosa. Soprattutto nelle nostre immagini interiori, nei ricordi e nell’amore”. Ma ciò esige un raccoglimento ed una profondità in cui l’ essenziale può mostrarsi.
![]() Irretimento L’effetto rivelatore e pacificatore delle costellazioni si snoda nel tempo oltre i benefici che pur si ottengono con una sapiente psicoterapia – da cui una costellazione si differenzia perché non cerca spiegazioni psicologiche delle cause di un malessere e, soprattutto, perché il costellatore non si sente migliore dei genitori del cliente, non si sente "più capace" di sistemare le cose – e oltre la cura medica, quale che sia l’approccio medico seguito. Anzi, di psicoterapia e cura medica il lavoro con le costellazioni facilita ed amplifica l’efficacia, senza che il costellatore possa presumere di avere la soluzione “per” il cliente, come se il cliente stesso fosse in un vuoto di legami, e la felicità e il successo dipendessero solo dalla sua volontà. Gli Ordini dell'aiuto ci indicano con totale chiarezza l'atteggiamento giusto, il rispetto per il sistema di appartenenza del cliente e, in definitiva, il posto che spetta a qualunque" helper". Quanto lontani siamo da approcci che esaltano l’idea che “tutto è programmabile”(!).
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