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| Memorie e ricordi traumatici |
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La fenomenologia dei ricordi traumatici è uno degli aspetti più studiati dalla ricerca psicologica e neurofisiologica. Ne elenchiamo di seguito alcune caratteristiche :
![]() Senza volto
![]() Tortura
![]() Forni crematori I ricordi traumatici, come ricordano gli studi di Le Doux, sono immagazzinati per vie neurali diversie da quelle legate alla parola. Difatti, il sistema limbico del nostro cervello, incaricato della elaborazione affettiva dell’esperienza, interviene nella memorizzazione soprattutto con due strutture, l’Amigdala e l’Ippocampo. L’Amigdala è specializzata nelle questioni emozionali, e svolge la funzione di “sentinella psicologica” ( Goleman), per cui, quando si sono verificate situazioni traumatiche, essa non dimentica, il pericolo c’è stato nel passato, ma il passato è sempre presente per questa parte deputata a ricordarci quali pericoli di vita dobbiamo attentamente evitare. La memoria controllata dall’Amigdala è di tipo procedurale, ovvero implicito e inconscio (come si fanno le cose, come si guida, come si suona il piano, come si va in bicicletta....), è ampiamente rappresentata nel cervello e ci guida nel come si gestiscono le emozioni, come si interagisce, come si reagisce ad una minaccia l’integrità, ovvero guida le emozioni primarie legate alla sopravvivenza. Le tracce di questa memoria sono somatiche, viscerali, emotive e interpersonali, e rimangono “sensibilizzate” durante le esperienze traumatiche per cui danno l’allarme attraverso l”’iperarousal”, ovvero l’agitazione che ci ricorda il pericolo già vissuto. Alcune esperienze di paura e terrore in casi del genere sono per loro natura a-verbali, quindi non raccontabili, solo sentite. Queste tracce si attivano rapidamente ma sono meno accurate, meno flessibili e meno correggibili di quelle legate alla memoria semantica. Quest’ultima è di tipo dichiarativo ed esplicito, è fatta di schemi o interpretazioni dell’esperienza e costituisce la memoria conscia di fatti, persone e cose : si sviluppa a partire dal 2° anno di vita, in associazione con lo sviluppo del linguaggio e coinvolge il Lobo temporale del cervello, oltre all’altra struttura fondamentale del cervello emotivo. L’Ippocampo è coinvolto nella memorizzazione particolareggiata del contesto , ma se il contesto riguarda cose di sopravvivenza, deve cedere il passo all’amigdala, che realizza come un sequestro neurale, perché ci blocca in una situazione che può anche essere sopravvalutata. C’è un altro tipo di memoria, la memoria episodica, pur essa esplicita che riguarda fatti ed esperienze soggettive riguardanti singoli episodi; essa riguarda emozioni o immagini sensoriali specifiche , ma si sviluppa mediamente a partire dal 3° anno di vita. Quando si vive un’esperienza traumatica, l’Ippocampo destro viene danneggiato al punto da non riuscire a codificare, ovvero a fissare nella memoria quei singoli episodi. Sicchè alcune informazioni non possono essere recuperate, semplicemente perché non sono state acquisite con l’immagine relativa alla volta che.., pur essendoci la memoria somatica che la ricorda. Tanto che uno studioso di fama mondiale che si occupa di Psicotraumatologia, Van der Kolk , sostiene che il trauma è capace di ri-settare alcuni meccanismi cerebrali fondamentali, impedendo la rielaborazione di alcune emozioni, come la paura, l’ansia, la vergogna, il dolore fisico, cosa che sita in comportamenti di impotenza appresa (helplessness). Sono situazioni in cui si è consapevoli che sta avvenendo qualcosa di terribile, ma non ci si rende conto che si hanno le capacità di rimediare alla situazione, il corpo vorrebbe reagire, ma, non riuscendovi, spinge al crollo dell’intero sistema . Quando il quadro post-taumatico si è consolidato, si vivono esperienze emotive che non possono essere abreagite, non possono essere associate alle parole ( vedi prima), possono solo essere sentite nel corpo, ma la nostra mente cerca di chiuderle in una cassaforte da dove non devono uscire, se non vogliamo essere di nuovo sopraffatti (dissociazione, incubi e flaskback). Quando, per esempio, i danni da trauma si estendono alla corteccia orbito-frontale si possono verificare allucinazioni visive molto simili ai flashback presenti nella fenomenologia delle memorie traumatiche. ![]() Incubo |











